Descrizione
Segui il corso in totale libertà, dal telefono, tablet o computer, nei momenti più comodi per te.
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Capricci nei bambini 0-3 anni
Con la psicoterapeuta Giovanna Pietricola
Parte 1 — Comprendere cosa c’è dietro il “capriccio”
Imparare a leggere pianti, urla, opposizione, morsi e lancio di oggetti come segnali da comprendere e guidare.
Riconoscere frustrazione, bisogno di controllo, ricerca di attenzione, fatica nell’attesa e difficoltà nei passaggi.
Comprendere lo sviluppo della regolazione emotiva, del controllo degli impulsi e della capacità di fermarsi e aspettare.
Il ruolo dell’adulto come regolatore esterno e guida verso una progressiva autoregolazione.
Individuare sovrastimolazione, giornate troppo piene, fretta, cambiamenti e altre condizioni di vulnerabilità.
Riconoscere pensieri automatici, rabbia, impotenza, senso di colpa e paura del giudizio.
Trasformare le interpretazioni che aumentano il conflitto in letture più realistiche e funzionali.
Analizzare cosa accade prima, durante e dopo il comportamento per comprenderne la funzione.
Riconoscere se il comportamento serve a interrompere un passaggio, mantenere un’attività, ricevere attenzione o scaricare tensione.
Osservare non solo la fatica del bambino, ma anche il sovraccarico emotivo e pratico del genitore.
Applicare il metodo a un caso concreto e passare da “non mi ascolta” a “capisco cosa sta accadendo”.
Parte 2 — Prevenire, contenere e riparare
Osservare i segnali precoci e modificare, quando possibile, tempi, richieste e condizioni ambientali.
Accompagnare il passaggio dal gioco alla cena, dal parco a casa o da un’attività piacevole a una richiesta dell’adulto.
Avvicinarsi al mondo del bambino prima di interromperlo o impartire una consegna.
Utilizzare preavvisi, routine e alternative guidate senza trasformare il limite in una negoziazione infinita.
Abbassarsi alla sua altezza, usare poche parole e mantenere una presenza calma, ferma e prevedibile.
Validare rabbia e frustrazione, mantenendo il limite sui comportamenti aggressivi o pericolosi.
Imparare formule semplici per nominare l’emozione, comunicare il confine e offrire una scelta possibile.
Prediche, minacce, umiliazioni, spiegazioni troppo lunghe e richieste che il bambino non può ancora elaborare.
Una strategia pratica da utilizzare nei momenti più difficili.
Ricostruire ciò che è accaduto, nominare l’emozione e insegnare un comportamento alternativo.
Chiedere scusa per il tono o per una reazione eccessiva mantenendo il limite educativo.
Distinguere i limiti davvero importanti dalle richieste dettate da abitudine, fretta o bisogno di controllo.
Costruire regole condivise ed evitare contraddizioni davanti al bambino.
Valorizzare attese, richieste adeguate, tentativi di calmarsi e piccoli comportamenti collaborativi.
Riconoscere stanchezza e sovraccarico prima che diventino reazioni impulsive.
Uno strumento rapido per valutare vulnerabilità, ambiente, passaggio, stato dell’adulto e strategia da utilizzare.
Individuare una situazione ricorrente, scegliere una micro-strategia e allenarla nella quotidianità.




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