Descrizione
Segui il corso in totale libertà, dal telefono, tablet o computer, nei momenti più comodi per te.
Riceverai ebook e materiali scaricabili da conservare nel tempo, utili per ripassare e avere sempre a disposizione le informazioni più importanti.
Avrai accesso alle lezioni per 12 mesi dall’acquisto, con la possibilità di rivedere il corso ogni volta che ne sentirai il bisogno.
Relazione Madre-Bambino
Pianto, bisogni e costruzione di un legame sicuro
Parte 1 — Comprendere il pianto e i bisogni del bambino
Comprendere perché il neonato piange e imparare a leggere il pianto come un segnale di bisogno, fatica o richiesta di vicinanza.
Superare interpretazioni come “mi sta sfidando”, “lo sto viziando” o “dovrebbe calmarsi da solo”, sostituendole con letture più realistiche e funzionali.
Conoscere le competenze precoci del neonato e comprendere perché il suo sistema nervoso non è ancora in grado di autoregolarsi.
Riconoscere i possibili bisogni legati a fame, sonno, contatto, temperatura, postura, dolore, sovrastimolazione e clima emotivo.
Individuare i segnali più sottili di fame, stanchezza, disagio e bisogno di pausa prima che l’attivazione aumenti.
Osservare cosa accade nel genitore quando il bambino piange: pensieri, emozioni, sensazioni corporee e reazioni comportamentali.
Comprendere come il segnale del bambino, l’interpretazione dell’adulto e la risposta genitoriale si influenzino reciprocamente.
Formulare ipotesi sul bisogno senza pretendere di comprendere tutto immediatamente.
Scoprire come voce, contatto, ritmo, calore e prevedibilità aiutino il sistema nervoso del bambino a ritrovare equilibrio.
Comprendere perché l’autonomia non si impone, ma nasce da ripetute esperienze di sicurezza e regolazione condivisa.
Applicare una sequenza pratica per controllare i bisogni di base, ridurre gli stimoli e offrire contenimento.
Riconoscere febbre, vomito, dolore, scarsa reattività e cambiamenti significativi nel pianto o nel comportamento.
Gestire il sovraccarico emotivo, riconoscere il proprio limite e chiedere aiuto prima di perdere il controllo.
Sapere cosa fare quando la stanchezza e la frustrazione diventano troppo intense, evitando reazioni impulsive o pericolose.
Utilizzare quattro domande per passare dalla reazione automatica all’osservazione consapevole del bambino e di sé.
Parte 2 — Costruire un legame sicuro
Comprendere come il legame si sviluppi progressivamente attraverso esperienze ripetute di cura, protezione e risposta ai bisogni.
Conoscere cosa accade nei primi mesi, tra i 6 e i 12 mesi, tra i 12 e i 24 mesi e nelle fasi successive dello sviluppo.
Superare l’idea che sicurezza significhi stare sempre insieme e comprendere il ruolo del caregiver come riferimento affidabile.
Riconoscere i due bisogni fondamentali: andare verso il mondo e poter tornare alla relazione quando serve conforto.
Comprendere la “danza” tra il bambino che chiede protezione e l’adulto che offre nutrimento, contatto, conforto e regolazione.
Sostenere il bambino quando esplora e accoglierlo quando ritorna impaurito, stanco, frustrato o bisognoso di contatto.
Imparare a leggere il movimento continuo tra esplorazione, autonomia, riavvicinamento e riorganizzazione emotiva.
Accompagnare il bisogno del bambino quando possibile e assumere una guida chiara quando è necessario mantenere un limite.
Riconoscere gli squilibri legati a un’eccessiva protezione o a una richiesta di autonomia troppo precoce.
Percepire i segnali, formulare un’ipotesi, offrire una risposta adeguata e correggere la rotta osservando l’effetto sul bambino.
Comprendere che una risposta sensibile non è una risposta perfetta, ma una disponibilità a osservare, adattarsi e riprovare.
Scoprire come le interazioni quotidiane costruiscano aspettative su di sé, sugli altri e sul mondo.
Comprendere come il bambino possa sviluppare progressivamente convinzioni come “sono degno di cura”, “l’altro è affidabile” e “il mondo può essere esplorato”.
Riconoscere i diversi fattori che influenzano la relazione: caratteristiche del bambino, esperienze del genitore e sostegno ricevuto.
Osservare paure, aspettative e automatismi che possono derivare dalle esperienze relazionali vissute nell’infanzia.
Valorizzare il ruolo del partner, della famiglia, del nido, del pediatra e dei professionisti nella costruzione del benessere familiare.
Comprendere che incomprensioni, errori e momenti di disconnessione fanno parte di ogni relazione.
Imparare a rallentare, ritrovare il contatto e ristabilire sicurezza dopo un momento di fatica o mancata sintonia.
Guardare, nominare, contenere, aspettare e riparare attraverso azioni semplici e ripetute.
Utilizzare una scheda pratica per ricostruire ciò che è avvenuto prima, durante e dopo il pianto.
Riconoscere cosa si attiva nel genitore, quali strategie aiutano e cosa può essere sperimentato diversamente.



Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.