Relazione Madre-Bambino

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Pianto, bisogni e costruzione di un legame sicuro Il pianto del tuo bambino non è un problema da spegnere, ma un linguaggio da imparare a comprendere. Questo videocorso ti accompagnerà nel riconoscimento dei suoi bisogni, nella gestione dei momenti di maggiore fatica e nella costruzione di una relazione sicura, fondata su ascolto, co-regolazione e fiducia. Attraverso spiegazioni scientifiche, esempi quotidiani ed esercizi pratici, imparerai a osservare i segnali del bambino, rispondere con maggiore consapevolezza e liberarti dall’idea di dover essere un genitore perfetto.

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Relazione Madre-Bambino

Pianto, bisogni e costruzione di un legame sicuro

Parte 1 — Comprendere il pianto e i bisogni del bambino

Il pianto come primo linguaggio
Comprendere perché il neonato piange e imparare a leggere il pianto come un segnale di bisogno, fatica o richiesta di vicinanza.
Non è un capriccio e non è manipolazione
Superare interpretazioni come “mi sta sfidando”, “lo sto viziando” o “dovrebbe calmarsi da solo”, sostituendole con letture più realistiche e funzionali.
Un bambino competente, ma ancora immaturo
Conoscere le competenze precoci del neonato e comprendere perché il suo sistema nervoso non è ancora in grado di autoregolarsi.
Cosa può comunicare un pianto
Riconoscere i possibili bisogni legati a fame, sonno, contatto, temperatura, postura, dolore, sovrastimolazione e clima emotivo.
Prima del pianto: osservare i micro-segnali
Individuare i segnali più sottili di fame, stanchezza, disagio e bisogno di pausa prima che l’attivazione aumenti.
Dall’interpretazione automatica alla domanda utile
Osservare cosa accade nel genitore quando il bambino piange: pensieri, emozioni, sensazioni corporee e reazioni comportamentali.
Il circuito tra bambino e genitore
Comprendere come il segnale del bambino, l’interpretazione dell’adulto e la risposta genitoriale si influenzino reciprocamente.
Sintonizzazione: provare a vedere il mondo dal suo punto di vista
Formulare ipotesi sul bisogno senza pretendere di comprendere tutto immediatamente.
Dalla co-regolazione all’autoregolazione
Scoprire come voce, contatto, ritmo, calore e prevedibilità aiutino il sistema nervoso del bambino a ritrovare equilibrio.
Rispondere non significa viziare
Comprendere perché l’autonomia non si impone, ma nasce da ripetute esperienze di sicurezza e regolazione condivisa.
Quando il pianto non si consola
Applicare una sequenza pratica per controllare i bisogni di base, ridurre gli stimoli e offrire contenimento.
Quando rivolgersi al pediatra
Riconoscere febbre, vomito, dolore, scarsa reattività e cambiamenti significativi nel pianto o nel comportamento.
Proteggere il bambino e proteggere il genitore
Gestire il sovraccarico emotivo, riconoscere il proprio limite e chiedere aiuto prima di perdere il controllo.
Il protocollo della pausa sicura
Sapere cosa fare quando la stanchezza e la frustrazione diventano troppo intense, evitando reazioni impulsive o pericolose.
Dal pianto alla funzione riflessiva
Utilizzare quattro domande per passare dalla reazione automatica all’osservazione consapevole del bambino e di sé.

Parte 2 — Costruire un legame sicuro

Come nasce l’attaccamento
Comprendere come il legame si sviluppi progressivamente attraverso esperienze ripetute di cura, protezione e risposta ai bisogni.
Le tappe dello sviluppo dell’attaccamento
Conoscere cosa accade nei primi mesi, tra i 6 e i 12 mesi, tra i 12 e i 24 mesi e nelle fasi successive dello sviluppo.
Attaccamento sicuro: cosa significa davvero
Superare l’idea che sicurezza significhi stare sempre insieme e comprendere il ruolo del caregiver come riferimento affidabile.
Il bambino tra vicinanza ed esplorazione
Riconoscere i due bisogni fondamentali: andare verso il mondo e poter tornare alla relazione quando serve conforto.
Il sistema di attaccamento e il sistema di accudimento
Comprendere la “danza” tra il bambino che chiede protezione e l’adulto che offre nutrimento, contatto, conforto e regolazione.
Base sicura e porto sicuro
Sostenere il bambino quando esplora e accoglierlo quando ritorna impaurito, stanco, frustrato o bisognoso di contatto.
Il Circuito della Sicurezza
Imparare a leggere il movimento continuo tra esplorazione, autonomia, riavvicinamento e riorganizzazione emotiva.
“Più grande, più forte, più saggio e affettuoso”
Accompagnare il bisogno del bambino quando possibile e assumere una guida chiara quando è necessario mantenere un limite.
Quando il circuito si blocca
Riconoscere gli squilibri legati a un’eccessiva protezione o a una richiesta di autonomia troppo precoce.
Sensibilità genitoriale: osservare, comprendere e rispondere
Percepire i segnali, formulare un’ipotesi, offrire una risposta adeguata e correggere la rotta osservando l’effetto sul bambino.
Non bisogna indovinare tutto
Comprendere che una risposta sensibile non è una risposta perfetta, ma una disponibilità a osservare, adattarsi e riprovare.
Cosa interiorizza il bambino
Scoprire come le interazioni quotidiane costruiscano aspettative su di sé, sugli altri e sul mondo.
I Modelli Operativi Interni
Comprendere come il bambino possa sviluppare progressivamente convinzioni come “sono degno di cura”, “l’altro è affidabile” e “il mondo può essere esplorato”.
Temperamento, storia familiare e rete di supporto
Riconoscere i diversi fattori che influenzano la relazione: caratteristiche del bambino, esperienze del genitore e sostegno ricevuto.
Quando diventare genitori riattiva la propria storia
Osservare paure, aspettative e automatismi che possono derivare dalle esperienze relazionali vissute nell’infanzia.
Un genitore sostenuto regola meglio
Valorizzare il ruolo del partner, della famiglia, del nido, del pediatra e dei professionisti nella costruzione del benessere familiare.
La relazione non richiede perfezione
Comprendere che incomprensioni, errori e momenti di disconnessione fanno parte di ogni relazione.
Rottura e riparazione
Imparare a rallentare, ritrovare il contatto e ristabilire sicurezza dopo un momento di fatica o mancata sintonia.
Cinque gesti quotidiani che costruiscono sicurezza
Guardare, nominare, contenere, aspettare e riparare attraverso azioni semplici e ripetute.
Osservare un episodio di pianto
Utilizzare una scheda pratica per ricostruire ciò che è avvenuto prima, durante e dopo il pianto.
Conoscere il proprio circuito di risposta
Riconoscere cosa si attiva nel genitore, quali strategie aiutano e cosa può essere sperimentato diversamente.

Informazioni aggiuntive

numero di lezioni

2

durata ogni lezione

30 min circa

relatore

Giovanna Pietricola

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